annamaria frigo

COME TI DIVENTO BELLA...: ESPERIENZA TAHARA

13:38

Credits: foto Giulia Raia
Il bellissimo Hamman e Centro Estetico Tahara è entrato a far parte della grande famiglia che collabora al progetto “Come ti divento bella...: vi racconto la mia prima esperienza.
Sono stata accolta e introdotta in questo piccolo e meraviglioso universo da un sole con uno splendido sorriso: Stefania Salmeri.
Mi ha fornito ciabattine, accappatoio e mutandine monouso e mi ha fatto sdraiare nella sala Hamman sopra un fluttuante lettino ad acqua con temperatura costante di 37 gradi e cromoterapia incorporata: ho provato una sensazione che mi ha fatto pensare di essere immersa nel liquido e rassicurante universo del pancione di una mamma. 
Credits: foto Giulia Raia
Mentre dal soffitto i led emanavano luci soffuse e cangianti e la musica in sottofondo si accordava col battito del cuore, sono sprofondata in un rilassamento completo e, per quelli che sono i miei ritmi, quasi dimenticato; una sonnolenta beatitudine destinata a diventare estasi quando è arrivato il momento di un profumatissimo scrub con sale e olio, seguito da un lungo, tonificante massaggio a quattro mani.
Alla fine una deliziosa tisana rinfrescante.
Credits: foto Giulia Raia
Uscendo dalla stanza attraverso una porta dall'architettura arabeggiante ho avuto come l'impressione di essere espulsa da quello stesso pancione e sono tornata alla vita frenetica di sempre, ma nel corpo e nella mente c'erano gli effetti benefici dell'esperienza appena vissuta.
Al momento di andare a letto, mio marito è rimasto colpito dalla morbidezza della mia pelle e mi ha chiesto se avessi fatto qualcosa di particolare.
<E' solo la natura, amore> ho risposto con l'aria di chi la sa lunga (un tocco di civetteria, spero mi sarà perdonata)!
Tutta presa dalla piacevolezza dell'ambiente e dalle sue mille suggestioni, non ho pensato di soddisfare con la titolare Annamaria Frigo, la curiosità che mi era venuta riguardo il significato di questa parola dal suono esotico e misterioso: Tahara.
Credits: foto Giulia Raia
Il caso ha voluto che, il giorno dopo, mi trovassi a gustare un caffè con un'amica araba; le ho chiesto se la parola fosse nella sua lingua d'origine e mi ha risposto che significa “purificazione del corpo e della mente”.
Ho chiesto conferma a Santa Wikipedia, perché la mia amica è nata in Marocco, ma vive da sempre a Lucca e magari poteva avere qualche difetto nella memoria; ho scoperto che il linguaggio può unire, in una regione difficile del mondo, ciò che altro sembra voler dividere, perché Taharah è un termine ebraico e descrive uno stato di “purezza rituale”: il metodo più comune per raggiungerla è quello di essere immersi in un bagno rituale detto mikveh.


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