lucca

Una sfida femminile singolare

15:08

foto Andrea Rossi 


Ogni anno, passeggiando per le vie del centro prima ancora prima che il calendario scandisca l'arrivo della primavera i cittadini lucchesi, i turisti e tutti coloro che arrivano nella città delle mura alla scoperta di segreti e bellezze nascoste, possono ammirare lo straordinario e inaspettato spettacolo della fioritura delle magnolie di corso Giuseppe Garibaldi, una doppia cascata di colori che lascia senza fiato.




Foto Andrea Rossi 

E' uno spettacolo che dobbiamo ad una singolare disfida floreale tra due celebri cognate, due figure femminili tra le più influenti nella storia del nostro continente: Elisa Bonaparte Baciocchi, sorella di Napoleone che, dal 1805, il fratello aveva nominata principessa di Lucca e Piombino e Giuseppina di Beauharnais, che dell'imperatore dei francesi era, in quegli anni, la legittima consorte.
I fiori oggetto del contendere invece sono quelli della magnolia soulangeanea, che tale Etienne Soulange Bodin, divenuto giardiniere dopo aver concluso la carriera militare (nell'esercito napoleonico naturalmente), ottenne incrociando la magnolia lilliflora con quella denudata (specie che si coltivava nei tempi buddisti in Cina).
Il maestoso parco che Giuseppina aveva voluto nel castello di Malmaison era giustamente famoso in tutta Europa e in quella magnificenza, le soulangeanee facevano bella mostra di sé.
Quando Elisa si insediò nella villa Reale di Marlia, pochi chilometri fuori Lucca, una sana competizione tra cognate le impose di rendere ancora più degni di una principessa (e della comune ammirazione) i già sfarzosi giardini barocchi che vi si trovavano e uno dei metodi che individuò fu proprio quello di importare in lucchesia le magnolie soulangeanee.
Una sana competizione tra donne di cui ancora oggi possiamo godere i benefici effetti, perché quei meravigliosi alberi a fioritura precoce, con le loro sfumature che vanno dal bianco, al rosato, fino al viola, colorano gioiosamente da decenni non solo il parco di villa Reale, ma anche numerosi giardini della lucchesia e, dagli anni cinquanta del secolo scorso, anche questa strada nel centro storico del capoluogo.
In quegli anni i lucchesi, popolarmente, chiamavano ancora corso Garibaldi “via del fosso coperto”, anche se l'intervento di ricopertura del condotto pubblico a cura dell'architetto Nottolini, risaliva a più di cent'anni prima.
L'amministrazione comunale eseguì dei lavori di manutenzione straordinaria della via per renderla più moderna, più fruibile dalla cittadinanza e perché no, più gradevole dal punto di vista estetico. In questa ottica l'intervento fondamentale fu quello di costruire numerose aiuole ai due bordi del viale, all'interno delle quali i giardinieri comunali (a quei tempi certi lavori non si davano in appalto al massimo ribasso, ma si affidavano a dipendenti esperti e capaci) decisero di impiantare (e mai decisione fu più indovinata) circa cinquanta piante di quelle magnolie che Elisa Baciocchi aveva voluto importare in barba alla cognata.
foto Andrea Rossi

Oggi la lungimiranza di chi ha fatto un buon lavoro e la incruenta lotta a colpi di bellezza tra due donne ci permette, ad ogni inizio di marzo, di annegare in un mare di colori; una meraviglia che consiglio di non perdersi a chiunque ne abbia la possibilità (se non potete, accontentatevi delle bellissime foto di Andrea Rossi).

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