edda berg

Edda Berg e la Slow Fashion

15:29


Articolo di Monica Innocenti apparso sulla rivista Cu.Co. (Cultura Commestibile).
FOTO: CATERINA SALVI 

Edda Berg

E' stato l'incontro nella stessa persona tra la sensibilità accentuata verso i problemi della società contemporanea, l'imprescindibile esigenza di circondarsi di cose belle e la storia delle donne della sua famiglia a stabilire l'apparentemente improbabile connessione tra Ilaria Grossi (Dottoressa in Medicina Veterinaria e quasi Dottoressa in Medicina Umana) e il mondo della moda.

Una connessione da cui è scaturita una storia straordinaria (e un po' magica), fatta di successo e capacità di produrre eticamente e con eccellenza qualitativa.
Rita Edda Berghi è la nonna di Ilaria e nasce a Cecina nel 1924; figlia di una sarta e nipote di una sarta, eredita una naturale passione per la sartoria, impara prestissimo a cucire e si dedica sin da piccola alla confezione di abiti per sé e per le amiche.
Si sposa a 20 anni con un lucchese e va ad abitare nella città delle mura insieme al marito e alle di lui zie che, manco a farlo apposta, sono tutte sarte che aiutano la giovane Edda ad affinare la sua arte nel cucito (arte che la non più giovane Edda, ancora oggi, adopera per creare abiti apprezzati per lo stile e l’originalità).
Ma torniamo ad Ilaria che, forte della passione che la nonna le aveva trasmesso per il giusto ed il bello, trovandosi di fronte il problema di non sapere mai cosa indossare, pensò di risolverlo in maniera radicale e decise di mettersi a progettare e realizzare vestiti (ovviamente ho semplificato, ma il succo del discorso è proprio questo)!
Ilaria si sentiva assediata da un mercato dell'abbigliamento caratterizzato da articoli realizzati con materiali scadenti, mal confezionati da lavoratori spesso sottopagati (quando non sfruttati), con i pochi articoli di qualità venduti a prezzi inaccessibili ai più ed i bei negozi storici che, uno dopo l'altro, chiudevano i battenti, lasciando il posto alle grandi catene.
Un mondo tristemente lontano da quello che nonna Edda le aveva fatto conoscere, un mondo fatto di passione, di rispetto per il lavoro e di amore per vestiti di qualità, semplici ed originali, curati nella ricerca delle stoffe e dei dettagli.
Così Ilaria, insieme ad un'amica, progetta degli abiti, li fa realizzare da lavoratrici locali e li presenta in una serata: vanno letteralmente a ruba!
E da lì nasce l'idea Edda Berg, azienda proiettata nel futuro, che è fiera di guardare il passato, di cui vuole recuperare non solo la ricchezza degli abiti ma anche il ritmo e la qualità del lavoro.
I tessuti sono acquistati da aziende che producono eticamente e, per quanto riguarda questo punto, c'è un piccolo (e un po' magico) aneddoto da raccontare.
Ilaria, alle prime armi nel ruolo di imprenditrice, girava incerta sul da farsi dentro un'esposizione all'ingrosso di tessuti. Chi riconobbe in mezzo ai rotoli di stoffa? Lo stesso venditore che passava da casa quando era bambina! E che la riconobbe nonostante fosse ormai donna adulta e la aiutò nella scelta.
Ma torniamo al presente; quella di Edda Berg possiamo definirla una vera e propria filosofia del produrre in modo consapevole, che trova un nome e un’identità nella slow fashion “la moda lenta”; lenta perché richiede tempo e attenzione, perché è realizzata per durare nei nostri guardaroba e perché rispetta i ritmi di vita di chi la produce.
Alla base di questa filosofia c'è un progetto ben definito, caratterizzato da pochi ma sentiti obiettivi, che possiamo così riassumere: produrre capi interamente fatti a mano pensati, disegnati e realizzati in Italia secondo le regole della slow production ovvero un processo sartoriale sostenibile e responsabile, che si adopera per riportare l’arte nelle mani di sarte ed artigiane locali permettendo loro di esprimersi al meglio, ricreando lavoro nelle nostre città e nel nostro bel paese.
Divulgare la ricerca della bellezza e della qualità italiana sacrificando un po’ di pura tendenza per ridare alla donna una luce più elegante e femminile grazie a capi curati nei dettagli, realizzati in tessuti di pregio e pensati per durare a lungo.
Utilizzare moderni modelli di distribuzione per rendere i capi di qualità più accessibili a tutti.
La moda Edda Berg è indirizzata ad una donna consumatrice consapevole, che si pone domande oggigiorno ormai imprescindibili, che pensa all'impatto ecologico di quello che compra, al modo in cui viene prodotto e alle condizioni di lavoro di chi partecipa al processo produttivo.
Inoltre le testimonial della linea Edda Berg, non vengono scelte in base a stereotipati modelli fisici; i requisiti richiesti sono ben altri: fascino, intelligenza vivace, personalità perché, come dice nonna Edda [… i difetti di una donna che abbia grande personalità e un bel portamento non si vedono, si vede solo il suo fascino ...].
E dato che alla piacevolissima chiacchierata con Ilaria ha partecipato anche una di queste testimonial, la cantante Emma Morton, ho avuto la prova di quanto la scelta della maison sia giusta, perché ho conosciuto una donna che di multiforme fascino, intelligenza pronta e personalità all'ennesima potenza è un vero e proprio concentrato: si, definirla “solo” bella, sarebbe molto, molto riduttivo.

EDDA BERG
Piazza San Romano, 15
55100 - Lucca
Sito internet: www.eddaberg.com



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