Margherita hack

LA MIA INTERVISTA A MARGHERITA HACK

21:18

Margherita Hack è stata astrofisica, divulgatrice scientifica e scrittrice, membro delle più importanti società fisiche ed astronomiche, per la grande considerazione che la comunità scientifica le ha sempre tributato, le è stato persino intitolato un asteroide!
Noto ed apprezzato anche il suo impegno in campo sociale e politico. 
L'ho intervistata per il mio libro: “1948: di sani principi”.

Art. 1 - L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione)
Art. 48 - Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed uguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico… Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.

D -Crede che il popolo italiano, nella sua maggioranza, sia ancora sinceramente interessato ad esercitare il proprio diritto alla sovranità o sia ormai rassegnato a delegare, non avendo più volontà né di impegno né di partecipazione?

R – Credo di si; pur essendo diminuita, la partecipazione alle elezioni è rimasta sempre superiore al 70%. Certo l’impossibilità di esprimere preferenze toglie in parte interesse al voto. E’ una legge da cambiare assolutamente.

Art. 2 - La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei diveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3 - Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

D -In tempi di flussi migratori di portata mai conosciuta in passato che comportano, nella quotidianità, problemi di convivenza, sociali, economici e religiosi, i cittadini (e la legge stessa) restano sensibili alla straordinaria forza ideale di questi principi o la diffidenza verso chi è, in generale, diverso sta prendendo il sopravvento?

R–Purtroppo, soprattutto nelle persone meno colte, crescono i pregiudizi e le paure del “diverso”.

Art. 2 - La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3 - Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese).

D - “Lodo Schifani” e “Lodo Alfano”, avevano come obiettivo il rendere “diversamente uguali” di fronte alla legge alcune figure di alto profilo della repubblica. Dichiarata l’incostituzionalità di questi provvedimenti, si sostiene da più parti sia opportuno, allo scopo di preservarne la straordinaria importanza istituzionale, cercare un percorso costituzionale e condiviso per mantenere le più alte cariche dello Stato sotto una sorta di campana di vetro rispetto alla legge: lo ritiene giusto?

R–No, la legge deve essere eguale per tutti. Se un’alta carica è indagata deve dare le dimissioni e aspettare l’esito del giudizio come tutti i cittadini.

Art. 7 - Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Art. 8 - Tutte le confessioni religiose, sono ugualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse da quella cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relativa rappresentanze.

D - Dai grandi referendum degli anni ’70 fino al testamento biologico, sono molti i temi etici che, generando conflitti tra convinzioni laiche e precetti religiosi, hanno diviso e appassionato la pubblica opinione. Quali pensa debbano essere i limiti (se ce ne sono), del concetto di laicità dello Stato?

R–Va comunque rispettata la volontà della persona, credente o non credente, che non deve essere sottoposta ai dettami della chiesa. Uno stato laico non deve essere succube del Vaticano.

Art. 9 - La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

D - Il Direttore Generale di una nota università, ha raccomandato a suo figlio, affinché potesse costruirsi un futuro in linea con le proprie aspettative, di lasciare il nostro Paese. In base alle sue esperienze dirette lavorative e di studio, si sentirebbe di consigliare ad uno studente la stessa cosa?

R–Purtroppo dal punto di vista di un padre preoccupato dell’avvenire del figlio, è difficile dargli torto.
Credo ci si debba battere perché la situazione cambi, votando partiti e persone consapevoli delle necessità del paese, dell’importanza della scuola, dell’università, della ricerca e non impoverire e declassare l’Italia obbligando a emigrare i suoi giovani migliori.

Art. 11 - L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

D - Pensa che la politica estera del nostro Paese, dalla caduta del muro di Berlino e l’instaurarsi di un nuovo ordine mondiale in poi, sia stata e continui ad essere coerente con questo principio?

R–No, non era necessario portare la guerra in Iraq e in Afghanistan; la democrazia non si può imporre da fuori con la guerra, devono essere gli stessi popoli a volerla e conquistarsela. Inoltre le dichiarazioni di amicizia con un dittatore come Gheddafi sono difficilmente comprensibili.

Art. 21 - Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure... La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

D - Diverse organizzazioni internazionali, hanno classificato il nostro Paese nelle posizioni di retrovia per quanto riguarda la libertà di stampa e di espressione. In che misura è d’accordo con queste sconsolanti valutazioni? Può Internet rappresentare una nuova frontiera, per quanto riguarda l’informazione indipendente?

R–La libertà di stampa c’è, ma lo stesso non può dirsi della televisione, dove Berlusconi ha praticamente occupato la rete 1 e la rete 2 e tende a condizionare e prevaricare anche la rete 3. Il gigantesco conflitto d’interessi di Berlusconi padrone di Mediaset, di molti giornali e riviste e in pratica di gran parte della TV pubblica, esercita una pesante influenza sull’opinione pubblica; un modo di dare o non dare certe notizie equivale a una vera e propria falsificazione. Il problema è di estrema gravità, se si tiene conto del fatto che solo una piccola percentuale della popolazione legge i giornali: i più letti, come il Corriere della Sera e La Repubblica vendono poco più di 700.000 copie a testa. 
Internet potrebbe essere una soluzione ma chi lo vede? La popolazione più giovane e quella più istruita che ha dimestichezza col computer, non certo la gran maggioranza, che è anche la più facilmente influenzabile.

Art. 29 - La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è fondato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.

D - Il mutare dei costumi e delle relazioni sociali, ha favorito lo svilupparsi di nuovi tipi di rapporto, riconosciuti in parte o non riconosciuti affatto dalla legge, come unioni di fatto e unioni omosessuali. Crede sia opportuno equipararli alla famiglia intesa in senso tradizionale? E’ opportuno fare dei distinguo in materie come adozione, assistenza sociale, reversibilità pensionistica?

R–Tutti i cittadini devono avere gli stessi diritti. In realtà i membri delle unioni di fatto, e in particolare quelle omosessuali, sono pesantemente discriminate. Io credo che le unioni di fatto, sia etero che omosessuali, come quelle ufficiali, devono essere basate sull’affetto e il rispetto reciproco e godere tutte di eguali diritti e avere eguali doveri verso il partner. Devono potere adottare bambini, i quali hanno bisogno dell’affetto di una famiglia, ufficiale o no. Il fatto che in una unione fra omosessuali al bambino mancherebbe la figura della madre o del padre è un pretesto. In quante famiglie ufficiali e altrettanto ufficialmente separate i figli vengono educati da uno solo dei genitori?

Art. 70 - La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.
Art. 101 – La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge.
Art. 104 – (La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere ...).

D - Della funzione legislativa deve farsi carico la politica, mentre amministrare la giustizia è compito della magistratura, anche se assistiamo quotidianamente a reciproche e più o meno marcate accuse di ingerenza. Secondo lei queste invasioni di campo esistono? E il loro eventuale manifestarsi, rappresenta un rischio reale per la convivenza democratica?

R–La costituzione prevede che il parlamento faccia le leggi e la magistratura le applichi. Le leggi prodotte dal parlamento sono soggette alla firma del Capo dello Stato e al giudizio di costituzionalità della Corte Costituzionale (per fortuna!). Non credo ci siano state invasioni di campo da parte della magistratura, che fa il suo mestiere; ci sono invece continui tentativi di fare leggi che in qualche modo aggirino l’incostituzionalità, per salvaguardare il premier dai suoi processi, per bazzecole come il falso in bilancio e la corruzione di testimoni. Se avesse un minimo di pudore si sarebbe già dimesso.

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