edda berg.

La mia esperienza alla Montecarlo Fashion Week

18:07


Sono affascinata dal fatto che una cosa apparentemente frivola come la moda (oltre che essere ormai parte riconosciuta della cultura di questo Paese), costituisca anche un solido fondamento per la nostra economia.
Così ho accolto con piacere, nel primo fine settimana di giugno, il privilegio di essere una delle quattro blogger italiane che hanno potuto partecipare alla Settimana della Moda di Montecarlo manifestazione che, giunta alla quinta edizione, si è ormai a buon diritto ritagliata un ruolo di grande rilievo nell'ambito internazionale di settore.
Contestualmente alla rassegna sono stati distribuiti diversi             riconoscimenti ad alcuni importanti personaggi del mondo della moda: alla MCFW Ceremony Fashion Awards è stata premiata Naomi Campbell; il Made in Italy Fashion Award è stato assegnato a Chiara Boni, designer del brand La Petite Robe; la fotografa italiana Nima Benati, è stata consacrata nuovo talento emergente.
La location che ha ospitato la manifestazione è stata la sede de “Le cirque de Monaco” e questo, concentrando gli eventi su un'unica passerella, ci ha consentito seguire le sfilate con grande piacere e nessuna fatica.
Eravamo in prima fila, coadiuvate da un maxi schermo e con dietro le spalle circa venti stand delle maison impegnate nelle sfilate, che sono state aperte da una vera star della moda: la stilista toscana Chiara Boni.
Abbiamo così potuto ammirare 25 abiti della sua collezione beachwear, tutti rigorosamente in bianco e nero.
Si può affermare che la Toscana ha aperto la porta al mondo, perché le maison che si sono poi succedute in passerella provenivano praticamente da tutto il Vecchio Continente, con puntate fino in Africa e Centro-America, alternando griffe molto note a stilisti in piena ascesa e di cui sentiremo parlare in futuro.
A questa categoria appartiene senz'altro la maison lucchese Edda Berg; la sua collezione, che ha sfilato accompagnata da una performance dal vivo della bravissima cantante Emma Morton (una voce davvero magica), era improntata su temi floreali, con borse di paglia e fasce piene di colori a raccogliere i capelli ed ha ricevuto unanimi ed entusiastici commenti (ho già descritto in un precedente articolo, i principi etici che stanno alla base dei criteri di produzione dell'azienda).
Ma come detto, molti altri brand si sono succeduti nel week-end monegasco!
Beach & Cashmere Monaco, il marchio creato da Federica Nardone Spinetta, in collaborazione con Rosanna Trinchese (direttore artistico della manifestazione).
La guatemalteca Thelma Espina, con l'originale collezione ispirata alla civiltà Maya.
La coloratissima francese Josephine Bonair.
Dal Camerun le creazioni di ispirazione classica di Ester Mbia.
Annalisa Queen e la sua collezione “Contrasto”.
Luca Tatiana con una collezione in bilico tra romanticismo e aggressività.
Il beach-wear di Banana Moon e l'Istituto Marangoni Paris, che ha chiuso la prima giornata.
Il giorno seguente le sorelle turche Ezra e Tuba e le calzature Nanzo Muzi.
E ancora: Fatima Danielsson, Annalisa Queen e Royal Beachwear.
E' stato davvero uno spettacolo indimenticabile, per gli occhi e per i sensi.
Il modo migliore per goderne (oltrepassando così gli inevitabili limiti insiti in ogni descrizione) è gustarsi le immagini delle sfilate sul sito ufficiale della Chambre Monegasque de la Mode”.

Ve lo consiglio e vi auguro buon divertimento ...con la frivola solidità della moda.

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