INTERVISTA A MARIO MONICELLI TRATTA DAL LIBRO: “1948: DI SANI PRINCIPI” MARIA PACINI FAZZI EDITORE, 2011.


Mario Monicelli maestro riconosciuto della settima arte, con le sue amatissime ed universalmente note opere, ha contributo in maniera fondamentale a far conoscere ed apprezzare il cinema italiano nel mondo.

Art. 1 - L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione)
Art. 48 - Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed uguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico… Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.

D - Crede che il popolo italiano, nella sua maggioranza, sia ancora sinceramente interessato ad esercitare il proprio diritto alla sovranità o sia ormai rassegnato a delegare, non avendo più volontà né di impegno né di partecipazione?

R – Ritengo che il popolo italiano nella sua maggioranza non sia più interessato. In parte perché l’andamento politico degli ultimi dieci/quindici anni è superficiale, personale, fatto solo di competizioni, di opposizioni, di malcostume e in parte perché la classe dirigente di questa penisola è interessata solo a cose di carattere superficiale come una vacanza alle Bahamas, il lusso, cose di spettacolo, di consumo e basta. E’ soddisfatta se pensa al tornaconto personale, con le conseguenze che stiamo vedendo.

Art. 2 - La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei diveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3 - Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

D - In tempi di flussi migratori di portata mai conosciuta in passato che comportano, nella quotidianità, problemi di convivenza, sociali, economici e religiosi, i cittadini (e la legge stessa) restano sensibili alla straordinaria forza ideale di questi principi o la diffidenza verso chi è, in generale, diverso sta prendendo il sopravvento?

R Non siamo pronti ad accoglierli in nessuna maniera, non siamo mai stati pronti ad accoglierli in nessun momento della nostra storia. Siamo stati educati a considerare lo straniero in maniera assolutamente distorta, come qualcuno appartenente addirittura ad un altro mondo. Mi ricordo che da bambino l’uomo nero era il terrore, il pericolo; se volevano spaventarti ti dicevano dell’uomo nero. Mi ricordo che negli Stati Uniti i neri parlavano con i bianchi come se fossero degli imbecilli, coi verbi all’infinito, si padrone, come delle persone di casta inferiore. Così siamo stati abituati. E la classe dirigente cerca di abituarci a una sempre maggiore estraneità verso lo straniero, quello che parla un’altra lingua, che ha altri costumi, altre abitudini. Ci deve essere il sospetto verso lo straniero.

Art. 2 - La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3 - Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese).

D - “Lodo Schifani” e “Lodo Alfano”, avevano come obiettivo il rendere “diversamente uguali” di fronte alla legge alcune figure di alto profilo della repubblica. Dichiarata l’incostituzionalità di questi provvedimenti, si sostiene da più parti sia opportuno, allo scopo di preservarne la straordinaria importanza istituzionale, cercare un percorso costituzionale e condiviso per mantenere le più alte cariche dello Stato sotto una sorta di campana di vetro rispetto alla legge: lo ritiene giusto?

R Certamente che non è giusto! La verità è che è stato creato a suo tempo, nella prima Repubblica, il principio che un parlamentare potesse essere processato solo col consenso del Parlamento; ma quella Repubblica, quella società, avevano un’altra idea della Costituzione, del rispetto della legge, un’altra moralità. Quindi potevano anche avere questo tipo di privilegio; quello che è avvenuto in seguito, con le generazioni seguenti, soprattutto dopo Tangentopoli è inaccettabile! Non ci sono persone che possano essere al di sopra della legge, anche solo per un’ora!

Art. 7 - Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Art. 8 - Tutte le confessioni religiose, sono ugualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse da quella cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relativa rappresentanze.

D - Dai grandi referendum degli anni ’70 fino al testamento biologico, sono molti i temi etici che, generando conflitti tra convinzioni laiche e precetti religiosi, hanno diviso e appassionato la pubblica opinione. Quali pensa debbano essere i limiti (se ce ne sono), del concetto di laicità dello Stato?

R Non ce ne dovrebbero essere. Comunque bisogna anche considerare che la cattolicità di questo nostro Stato, di questa penisola italiana, è stato un valore importante per tutto il medioevo e per tanti secoli della nostra storia e della nostra cultura. Soltanto che adesso questi valori non sono più difendibili in toto e in assoluto e quindi bisogna dar loro l’importanza che debbono avere per quanto riguarda un corretto scorrere della propria vita, ma non più di tanto soprattutto nel pensare che ci sia un essere superiore che guardi, faccia, che condivida, che non condivida, che regoli i nostri atti e i nostri pensieri.
Art. 9 - La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

D - Il Direttore Generale di una nota università, ha raccomandato a suo figlio, affinché potesse costruirsi un futuro in linea con le proprie aspettative, di lasciare il nostro Paese. In base alle sue esperienze dirette lavorative e di studio, si sentirebbe di consigliare ad uno studente la stessa cosa?

RNon solo mi sentirei, lo faccio! Cerco di spingere mia figlia a portare il proprio talento, se ne ha, la propria convinzione di vita, quello che spero abbia imparato da me, fuori dall’Italia, dove troverà, spero, migliori condizioni per svilupparsi. Ammesso che è molto difficile anche questo, perché è dura non soltanto in Italia, ma è tutto il mondo occidentale che mi sembra stia andando alla catastrofe e alla rovina. Comunque deve tentare la sua sorte fuori dell’Italia!
In un paese più meritocratico, fuori dall’occidente, in India o in Brasile magari.

Art. 11 - L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

D - Pensa che la politica estera del nostro Paese, dalla caduta del muro di Berlino e l’instaurarsi di un nuovo ordine mondiale in poi, sia stata e continui ad essere coerente con questo principio?

RSono contrario alla guerra, certamente, come mezzo di risoluzione dei conflitti o di costrizione degli altri popoli, ma non sono contrario quando ci si debba difendere dagli insulti e da orribili concezioni come quelle fasciste e razziste, Per fortuna c’è stata la guerra e per fortuna l’hanno persa proprio il fascismo e il nazismo!

Art. 21 - Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure... La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

D - Diverse organizzazioni internazionali, hanno classificato il nostro Paese nelle posizioni di retrovia per quanto riguarda la libertà di stampa e di espressione. In che misura è d’accordo con queste sconsolanti valutazioni? Può Internet rappresentare una nuova frontiera, per quanto riguarda l’informazione indipendente?

RMi risulta difficile rispondere a questa domanda, prima di tutto perché ritengo che in Italia la libertà di stampa sia fasulla e condizionata dal potere di chi la comanda, banche, grandi imprese e grandi capitali. Quindi se la libertà è condizionata non è quella vera, che consente a qualsiasi persona libera e indipendente di far sentire la propria voce. Per quanto riguarda internet non lo conosco e non posso rispondere, Non posseggo un computer, non posseggo un cellulare, non posseggo un televisore: non posseggo niente!

Art. 29 - La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è fondato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.

D - Il mutare dei costumi e delle relazioni sociali, ha favorito lo svilupparsi di nuovi tipi di rapporto, riconosciuti in parte o non riconosciuti affatto dalla legge, come unioni di fatto e unioni omosessuali. Crede sia opportuno equipararli alla famiglia intesa in senso tradizionale? E’ opportuno fare dei distinguo in materie come adozione, assistenza sociale, reversibilità pensionistica?

RIn senso tradizionale no, perché tradizionali non sono. Però che ci sia un contratto col quale due persone dello stesso sesso che vogliano garantirsi l’uno con l’altro le proprie disponibilità, penso che sia molto opportuno, ovvio e civile.

Art. 70 - La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.
Art. 101 – La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge.
Art. 104 – (La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere ...).

D - Della funzione legislativa deve farsi carico la politica, mentre amministrare la giustizia è compito della magistratura, anche se assistiamo quotidianamente a reciproche e più o meno marcate accuse di ingerenza. Secondo lei queste invasioni di campo esistono? E il loro eventuale manifestarsi, rappresenta un rischio reale per la convivenza democratica?

R Per principio, sono sempre con la magistratura! Per me la magistratura non sbaglia mai e quando sbaglia è capace di trovare al suo interno i modi per proteggersi e per punire coloro che hanno trasgredito. Quindi, in questa contrapposizione, sarò sempre dalla parte della magistratura, che cerca di difendersi come può per non essere condizionata dal potere politico, che fa di tutto invece per condizionarla.


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