Emy petrini

EMY PETRINI: L'ARTE CHE INCANTA!

15:13

Foto di Beatrice Speranza
Entrare nel posto dove Emy Petrini crea le sue opere è come ritrovarsi in un bosco incantato, un luogo magico e pieno di suggestioni: sono rimasta, letteralmente, a bocca spalancata. Il colloquio che segue, ci permette di conoscere il suo originalissimo percorso artistico, portato avanti in simbiosi perfetta con la natura.


- Emy, raccontami la tua genesi artistica.
E' d'obbligo cominciare con lo spazio ”Officina”, che sono riuscita ad aprire nel 2000 dopo grosse difficoltà burocratiche e dove venivano organizzati eventi d'arte; si tenevano laboratori (ad esempio figli-genitori) all'interno di ogni esposizione, abbinando anche percorsi musicali fatti di esibizioni e concerti.
Ora a Lucca ci sono molti eventi di questo tipo e la città può vantare anche un museo d'arte contemporanea, ma 17 anni fa eravamo in anticipo sui tempi.
Purtroppo, dopo un periodo di grandi soddisfazioni, per problemi economici e di altro genere, lo spazio Officina fu costretto a chiudere i battenti.
Una delusione che mi spinse verso la natura: ore e ore da sola, a camminarci in mezzo ad ascoltarla e osservarla, fino a rendermi conto che, proprio attraverso questo ascoltare e osservare, ero riuscita a svelare la mia natura più intima.
Raccoglievo materiale e studiavo la perfezione delle forme, i colori, i movimenti, le atmosfere; cominciai a fare i primi assemblaggi e si può dire che tutto è nato in questo modo, con grande semplicità.
Vedendo che le prime opere venivano apprezzate decisi di trasferirmi in Galles, per frequentare il corso avanzato di Floristry presso Welsh College of Horticultur- Northop, dove ho conseguito l’Higher Diploma in Floristry (ICSF) diventando in grado di progettare e realizzare, in ogni contesto, la presenza del fiore e dell’elemento naturale
In quei dodici mesi ho definitivamente imparato a guardare e osservare la natura: quello che faccio è definito arte, ma più che un artista mi sento un tramite qualcuno che, con la propria sensibilità, prova a trasmettere quello che vede e ascolta.

- I materiali che usi subiscono dei trattamenti particolari?
Generalmente no, ma in certe occasioni, quando il lavoro è particolarmente lungo e i materiali fragili, può succedere; ad esempio ho realizzato un arazzo con 1500 foglie, che ho messo in forno a bassa temperatura per stabilizzarne la colorazione, togliendo l'umidità.
Adesso il lavoro è all'Eco-Hotel di Milano (la città italiana dove ci sono maggiori opportunità per le mie creazioni), periodicamente vado a “restaurarlo” e passo anche uno spray stabilizzante sulle foglie.
La mia è una forma d'arte che, spesso, si potrebbe definire effimera, nel senso che ha un suo ciclo vitale destinato ad esaurirsi e le creazioni sono destinate principalmente agli interni.
Ora sto cominciando a usare oli protettivi, naturalmente naturali, un po' come succede per i mobili antichi.
Foto di Beatrice Speranza

- Come nasce una tua opera?
Ci sono modi disparati. Posso essere influenzata dal posto in cui l'opera finirà (se è noto); altre volte da un elemento trovato per caso durante una passeggiata; o ancora dalla natura del materiale e così via.

- Il salice è il materiale che preferisci?
Lo uso spesso; è duttile, fresco, elastico (veniva usato per legare le viti dopo la potatura) e se secco, basta metterlo a bagno una settimana perché riacquisti tutte le sue proprietà.
Ho fatto anche delle opere gigantesche usando questo materiale (insieme ad altri), come i pannelli che hanno costituito il padiglione in fiera di una nota ditta di jeans.

- Lavori da sola o in collaborazione?
Con Beatrice Speranza parliamo un linguaggio comune, sia come architetto quando è necessaria una parte progettuale, sia come fotografa, perché riesce a interpretare il mio lavoro in modo perfetto: con altri fotografi non è la stessa cosa.

-E per quanto riguarda i progetti futuri, cosa puoi anticipare?
Nel mese di dicembre (tutti i giorni, dal giorno 8 alla vigilia di Natale) riaprirò l'Officina per il terzo anno consecutivo, che è un modo per far conoscere a Lucca le mie opere, comprese realizzazioni specificatamente natalizie, come delle particolari ghirlande.
Mi piacerebbe ripetere l'apertura non solo a dicembre, ma almeno tre volte l'anno, così da avere una base dove incontrare le persone: spero che gli impegni me lo consentiranno.
Poi un progetto a cui tengo molto, le “cornici fiorite”, realizzate con legno vecchio nelle quali inserisco dei fiori che, grazie a un'ampolla, stanno sempre in acqua: chi le acquista può a sua volta interagire con l'opera.


Sul sito www.emypetrini.com potrete trovare tutte le informazioni e i contatti di questa bravissima artista e farvi un'idea precisa sulla bellezza, originalità e suggestione delle sue opere.

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